Con questa gara siamo a omaggiare un tributo a chi che, fino a adesso, di chi che forse stato il più forte runner di Brescia e di tutti i tempi? (esatto, tale e quale a Rino Lavelli, sempre a gareggiare da operaio, il Rino a la Pirelli, il Franco a la OM. Prendetemi qualsiasi di italiani o africani di fargli timbrare cartellino e dopo fargli fare i turni di lavoro manuale e dopo vediamo quanto durano le loro belle performance gara. Franco fino a quarantacinque anni categoria assoluti, dove l’ultima maglia e titolo provinciale a quarant’anni.
Il Rino Lavelli, quando che passato a categoria Master era stato il numero uno di tutte le categorie, via via, con gli anni, a ogni nuova categoria sempre il numero uno) Esatto, FRANCO VOLPI, campione in montagna, su strada, in campestre, su pista, che poi, dal detto: chi forte in campestre è forte su tutti i terreni? esatto, non lo si scopre adesso. Per dire, già siete a conoscenza che per il sottoscritto chi che è stato il runner, tra il migliore di tutti, forse il migliore di sempre, per il sottoscritto è stato Paul Tergat, e scusate,
Tergat aveva vinto cinque titoli mondiali di campestre e cinque anni a fila, un titolo dietro l’altro, scusate se è poco. Franco Volpi, esatto, la sua specialità era la corsa campestre.
Mentre la cosa che per certi versi ci accomuna il fatto che, esatto, che anche Franco Volpi era stato malvisto da i federali, lui da quelli nazionali, il sottoscritto da quelli provinciali, ma il sottoscritto inviso non solo ai federali, ma inviso anche al gotha del Hinterland Gardesano? (esatto, tanto inviso che niente di meglio che fare castrazione delle gare, e in primis castrare la Corrida di Nuvolento?)
Però c’è un però, che visto che tutti i mali non vengono a nuocere, che da la morte del bruco nasce sempre la farfalla, pardon sorry, da la porcata di tal due comitati è nato il Torneo Podistico, a come diventato bello adesso, di tanti colori,
bello come una farfalla. Però, meglio che a parlare di Franco Volpi si lascia parlare chi che lo ha conosciuto meglio, che il sottoscritto solo due parole di saluto e quando Franco Volpi e con la sua amica a quattrozampe arrivava a la gara serale li a Buffalora e per un saluto ai vecchi amici. Ecco che seguono le parole di che che lo ha conosciuto un po’ meglio del sottoscritto. Che segue è copia incolla dal sito ASAI Bruno Bonomelli.
Per tutti, nel mondo dell’atletica bresciana e fra i tanti amici che aveva, era “Poiana“, qui in photo dove adava a vincere e ancora una volta la mitica XX MIGLIA di BRESCIA. Quello che sporge dal finestrino de l’auto è Brunetti. Poiana, nome di un uccello rapace tipico dell’Europa. Enzo Volpi, esatto, a l’anagrafe Enzo, ma per tutti, conosciuto con il nome Franco Volpi.
Franco Volpi era un atleta che seppe librarsi alto proprio come i rapaci, sempre nella massima libertà, insofferente ad ogni tipo di costrizione e di inquadramento da caserma, come avrebbero voluto i “federali” dell’epoca, e di tutte le epoche… Chi lo ha conosciuto ne ricorda la gioia di vivere, la spensieratezza, il cameratismo, era un giocherellone sempre pronto allo scherzo con i suoi compagni: era un eterno ragazzo che prendeva la vita con allegria. Famose le sue “mattate”: durante le corse podistiche nelle montagne bresciane raccontava (pura verità, forse come quando a volte Ritchie in gara a fermarsi a raccogliere qualche cartuccia lasciata sul terreno?) che si fermava a raccogliere erbe, asparagi selvatici, funghi, lui conoscitore della natura come pochi ne abbiamo incontrati.
In photo Franco Volpi a premiazione della Cinque Mulini. E nonostante le soste, Franco Volpi vinceva le gare, arrivando al traguardo con un bel mazzo di asparagi di montagna. E non è che gli altri fossere delle “pippe”. Uno sport vissuto in allegria quello di Franco Volpi , fatto soprattutto di corsa in libertà, sulle strade, nei campi, nelle montagne. Pista poca, lo stretto indispensabile. Un keniota ante litteram, nato nella terra compresa fra il fiume Oglio e le sponde del lago di Garda. Non parliamo dei cosiddetti raduni collegiali, che evitava come la peste, con gran dispitto della Federatletica.
E per questa sua libertà pagò. Infatti i “federali” lo colpirono nel peggiore dei modi: lo esclusero dai Giochi Olimpici di Roma ’60, una partecipazione che avrebbe ampiamente meritato. Aveva vinto il titolo italiano dei 10000 metri nel 1959, stabilendo il nuovo primato italiano, 30:05.8. Meglio dire: rivinto, perche’ la prima maglia tricolore l’aveva indossata nel 1956, sulla stessa distanza. Grande attraverso i prati, soprattutto.
Il cross era il suo regno. Elenchiamo i suoi piazzamenti ai Campionati italiani di corsa campestre: quarto nel 1956, campione italiano nel ’57, a Bergamo, davanti all’atleta di casa, Franco Baraldi, terzo nel ’58, ancora campione italiano nel ’60 con quasi 30 secondi di vantaggio su Luigi Conti che ai Giochi Olimpici fu iscritto nei 5000 e fece il primato italiano in batteria, mentre Franco rimase a Brescia…a raccoliere funghi, grazie alla FIDAL, straordinario! La lista continua con i secondi posti del 1962 e del 1963, il quarto del 1964, il terzo del ’68, il quinto del ’70. E ancora:
secondo alla “Cinque Mulini” nel 1962 alle spalle di un “tale” di nome Michel Jazy; e ben quattro terzi nel ’57, ’58, ’60 e ’63. Vincitore della prima edizione del “Campaccio” nel 1957, gara che vincerà nuovamente nel 1962. Parliamo degli anni di Baraldi, di Giorgio Gandini, di Conti, di Francesco Perrone, del nascente Antonio Ambu, di Antonelli, Lavelli, Sommaggio, Francesco Bianchi, Silvio De Florentis.Franco “Poiana” Volpi incarnò, insieme all’altro fondista bresciano Albertino Bargnani, il prototipo del corridore come lo pensava, vedeva e plasmava Bruno Bonomelli. Noi che ti abbiamo conosciuto di ricordiamo con devota amicizia. Che segue è quel che dice wikipedia
Campionati nazionali
- 2 volte campione nazionale nei 10 000 metri piani
- 1 volta campione nazionale nei 3000 metri siepi
- 2 volte campione nazionale nella corsa campestre
- 1956
- 1957
- 1959
- 1960
Oro ai campionati italiani, 3000 metri siepi – 9’16″3
Oro ai campionati italiani, corsa campestre (8 km) – 25’08″2
- 1964
- 4º ai campionati italiani di corsa campestre – 27’06”
- 1972
- 7º ai campionati italiani di corsa campestre
Altre competizioni internazionali
- 1957
Oro al Campaccio (
San Giorgio su Legnano)
Oro al Cross della Badia (
Brescia)
- 1960
- 1961
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’31”
- 1962
Oro al Giro podistico internazionale di Rovereto (
Rovereto)[4]
Oro al Campaccio (
San Giorgio su Legnano)
Oro al Cross della Badia (
Brescia)
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’35”
- 1963
Argento al Campaccio (
San Giorgio su Legnano)
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’15”
- 1964
Oro al Giro podistico internazionale di Rovereto (
Rovereto)[4]
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’41”
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno), gara a staffetta (in squadra con Rino Lavelli e Guerini) – 1h39’00”
- 1965
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’03”
Oro alla Scalata allo Zucco (
San Pellegrino Terme) – 37’37”[5]
- 1966
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 30’54”
- 1967
Oro al Cross della Badia (
Brescia)
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 31’06”
- 1968
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno) – 31’07”
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno), gara a staffetta (in squadra con Rino Lavelli e Coter) – 1h38’41”
Oro alla Scalata allo Zucco (
San Pellegrino Terme), 11 km – 52’19”[5]
- 1971
Oro al Trofeo Vanoni (
Morbegno), gara a staffetta (in squadra con Rino Lavelli e Galizzi) – 1h40’26”
- 1975
Argento al Giro di Melzo (
Melzo) – 26’26″6
- 1976
Oro al Cross della Badia (
Brescia)