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remember franco volpi run tribute 31 ottobre *** vale anche di campione corsa in montagna de il torneo e vale di winner valtrompia cup ***

La “poiana” vola via, addio a Volpi grande del mezzofondo – il blog di  Antonio RuzzoCon questa gara siamo a omaggiare un tributo a chi che, fino a adesso, di chi che forse stato il più forte runner di Brescia e di tutti i tempi? (esatto, tale e quale a Rino Lavelli, sempre a gareggiare da operaio, il Rino a la Pirelli, il Franco a la OM. Prendetemi qualsiasi di italiani o africani di fargli timbrare cartellino e dopo fargli fare i turni di lavoro manuale e dopo vediamo quanto durano le loro belle performance gara. Franco fino a quarantacinque anni categoria assoluti, dove l’ultima maglia e titolo provinciale a quarant’anni. 3 Amici Campioni del Mondo | OneMarathonForCapasso2005Il Rino Lavelli, quando che passato a categoria Master era stato il numero uno di tutte le categorie, via via, con gli anni, a ogni nuova categoria sempre il numero uno) Esatto, FRANCO VOLPI, campione in montagna, su strada, in campestre, su pista, che poi, dal detto: chi forte in campestre è forte su tutti i terreni? esatto, non lo si scopre adesso. Per dire, già siete a conoscenza che per il sottoscritto chi che è stato il runner, tra il migliore di tutti, forse il migliore di sempre, per il sottoscritto è stato Paul Tergat, e scusate, Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fv1.jpgTergat aveva vinto cinque titoli mondiali di campestre e cinque anni a fila, un titolo dietro l’altro, scusate se è poco. Franco Volpi, esatto, la sua specialità era la corsa campestre. Franco Volpi (atleta) - WikipediaMentre la cosa che per certi versi ci accomuna il fatto che, esatto, che anche Franco Volpi era stato malvisto da i federali, lui da quelli nazionali, il sottoscritto da quelli provinciali, ma il sottoscritto inviso non solo ai federali, ma inviso anche al gotha del Hinterland Gardesano? (esatto, tanto inviso che niente di meglio che fare castrazione delle gare, e in primis castrare la Corrida di Nuvolento?)La metamorfosi del bruco che diventa farfalla. Ecco come avviene la magia  della natura - YouTube Però c’è un però, che visto che tutti i mali non vengono a nuocere, che da la morte del bruco nasce sempre la farfalla, pardon sorry, da la porcata di tal due comitati è nato il Torneo Podistico, a come diventato bello adesso, di tanti colori, bello come una farfalla. Però, meglio che a parlare di Franco Volpi si lascia parlare chi che lo ha conosciuto meglio, che il sottoscritto solo due parole di saluto e quando Franco Volpi e con la sua amica a quattrozampe arrivava a la gara serale li a Buffalora e per un saluto ai vecchi amici. Ecco che seguono le parole di che che lo ha conosciuto un po’ meglio del sottoscritto. Che segue è copia incolla dal sito ASAI Bruno Bonomelli.

Per tutti, nel mondo dell’atletica bresciana e fra i tanti amici che aveva, era “Poiana“, qui in photo dove adava a vincere e ancora una volta la mitica XX MIGLIA di BRESCIA. Quello che sporge dal finestrino de l’auto è Brunetti. Poiana, nome di un uccello rapace tipico dell’Europa. Enzo Volpi, esatto, a l’anagrafe Enzo, ma per tutti, conosciuto con il nome Franco Volpi. Poiana Comune in Volo · Immagine gratuitaFranco Volpi era un atleta che seppe librarsi alto proprio come i rapaci, sempre nella massima libertà, insofferente ad ogni tipo di costrizione e di inquadramento da caserma, come avrebbero voluto i “federali” dell’epoca, e di tutte le epoche… Chi lo ha conosciuto ne ricorda la gioia di vivere, la spensieratezza, il cameratismo, era un giocherellone sempre pronto allo scherzo con i suoi compagni: era un eterno ragazzo che prendeva la vita con allegria. Famose le sue “mattate”: durante le corse podistiche nelle montagne bresciane raccontava (pura verità,  forse come quando a volte Ritchie in gara a fermarsi a raccogliere qualche cartuccia lasciata sul terreno?) che si fermava a raccogliere erbe, asparagi selvatici, funghi, lui conoscitore della natura come pochi ne abbiamo incontrati. In photo Franco Volpi a premiazione della Cinque Mulini. E nonostante le soste, Franco Volpi vinceva le gare, arrivando al traguardo con un bel mazzo di asparagi di montagna. E non è che gli altri fossere delle “pippe”. Uno sport vissuto in allegria quello di Franco Volpi , fatto soprattutto di corsa in libertà, sulle strade, nei campi, nelle montagne. Pista poca, lo stretto indispensabile. Un keniota ante litteram, nato nella terra compresa fra il fiume Oglio e le sponde del lago di Garda. Non parliamo dei cosiddetti raduni collegiali, che evitava come la peste, con gran dispitto della Federatletica. remember franco volpi run tribute - AMICI TORNEO PODISTICOE per questa sua libertà pagò. Infatti i “federali” lo colpirono nel peggiore dei modi: lo esclusero dai Giochi Olimpici di Roma ’60, una partecipazione che avrebbe ampiamente meritato. Aveva vinto il titolo italiano dei 10000 metri nel 1959, stabilendo il nuovo primato italiano, 30:05.8. Meglio dire: rivinto, perche’ la prima maglia tricolore l’aveva indossata nel 1956, sulla stessa distanza. Grande attraverso i prati, soprattutto.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fv2.jpg Il cross era il suo regno. Elenchiamo i suoi piazzamenti ai Campionati italiani di corsa campestre: quarto nel 1956, campione italiano nel ’57, a Bergamo, davanti all’atleta di casa, Franco Baraldi, terzo nel ’58, ancora campione italiano nel ’60 con quasi 30 secondi di vantaggio su Luigi Conti che ai Giochi Olimpici fu iscritto nei 5000 e fece il primato italiano in batteria, mentre Franco rimase a Brescia…a raccoliere funghi, grazie alla FIDAL, straordinario! La lista continua con i secondi posti del 1962 e del 1963, il quarto del 1964, il terzo del ’68, il quinto del ’70. E ancora: Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fv3.jpgsecondo alla “Cinque Mulini” nel 1962 alle spalle di un “tale” di nome Michel Jazy; e ben quattro terzi nel ’57, ’58, ’60 e ’63. Vincitore della prima edizione del “Campaccio” nel 1957, gara che vincerà nuovamente nel 1962. Parliamo degli anni di Baraldi, di Giorgio Gandini, di Conti, di Francesco Perrone, del nascente Antonio Ambu, di Antonelli, Lavelli, Sommaggio, Francesco Bianchi, Silvio De Florentis.Franco “Poiana” Volpi incarnò, insieme all’altro fondista bresciano Albertino Bargnani, il prototipo del corridore come lo pensava, vedeva e plasmava Bruno Bonomelli. Noi che ti abbiamo conosciuto di ricordiamo con devota amicizia. Che segue è quel che dice wikipedia

Campionati nazionali

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1956
  •   Oro ai campionati italiani, 10 000 metri piani – 30’37″2
1957
  •   Oro ai campionati italiani, corsa campestre (7 km) – 24’24”
1959
  •   Oro ai campionati italiani, 10 000 metri piani – 30’05″8
1960
  •   Oro ai campionati italiani, 3000 metri siepi – 9’16″3
  •   Oro ai campionati italiani, corsa campestre (8 km) – 25’08″2
1964
  • 4º ai campionati italiani di corsa campestre – 27’06”
1972
  • 7º ai campionati italiani di corsa campestre

Altre competizioni internazionali

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1957
1960
  •   Oro al Giro podistico internazionale di Rovereto (Italia (bandiera) Rovereto)[4]
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1971
1975
  •   Argento al Giro di Melzo (Italia (bandiera) Melzo) – 26’26″6
1976
  •   Oro al Cross della Badia (Italia (bandiera) Brescia)